Negli ultimi anni la medicina ha vissuto una trasformazione profonda: tecnologie avanzate, protocolli sempre più complessi, tempi sempre più ristretti. In questo cambiamento, però, qualcosa di essenziale rischia di perdersi: il contatto umano, quell’atto semplice e antichissimo che lega chi cura a chi è curato.
L’editoriale che presentiamo — scritto da Dr. Ferdinando Schiavo, neurologo impegnato da decenni nella riflessione sulle fragilità, le demenze e sulla cura (www.ferdinandoschiavo.it) — ci invita a fermarci e a guardare con onestà questa distanza crescente. Lo fa con un’analisi lucida, talvolta scomoda, che richiama l’importanza delle mani, dello sguardo e dell’ascolto come strumenti clinici e relazionali.
È un contributo che ci interroga tutti — professionisti, famiglie, organizzazioni — e che ci ricorda quanto la qualità della cura dipenda anche da ciò che non passa attraverso una macchina o un referto.
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| F.Schiavo-Medici-che-non-toccano-Magazine-Alzheimer-Uniti.pdf | 27.59 KB |